martedì 11 marzo 2008

Ecuador 2008

Ecuador 31/01/08

Mi ronzava già da un po' per le orecchie l'idea di partire per l'Ecuador e con fatica e organizzazione del lavoro mando in porto l'acquisto del biglietto all'ultimo momento. Finalmente a Milano.

Testo Di Andrea Colombo
Foto: Paolo Michele Daniele Luca
Video: Marcello

Partecipanti: Luca Guidi, Giorgio Codeluppi, Marcello Parmigiani, Andrea Colombo, Michele Ramazza, Daniele Vecchio, Paolo Maifrè.



E' la sera del 30 gennaio, giorno prima dell’attesissima partenza x l’ Ecuador, Luca e Michele vengono a casa mia, nessuno ha voglia di andare a dormire, e così sentiamo il resto dei compagneros (Marcello , Daniele e Paolo), ma sono gia sul divano con la copertina a guardare la televisione, troviamo tutti i locali chiusi, ma non ci arrendiamo , tra pizza, birra e racconti torniamo a casa alle 2 di notte.Alle 6.30 del mattino eccoci tutti, andiamo a Malpensa (grazie Roberto x il passaggio!),siamo tutti preoccupati x il check-in, 6 canoe, rispettive pagaie, bagagli, pensiamo che non ci caricheranno mai tutto, invece la ragazza del check-in ci fa passare senza problemi!
Siamo tutti più tranquilli e arriviamo a Miami dove appena prima di prendere il volo x Quito incontriamo Carlo e così prendiamo insieme l’aereo che ci porterà nella capitale ecuadoriana, durante il volo Roberto un ragazzo rasta ci fa la prima lezione di spagnolo e ci racconta un po’ di aneddoti sull’ Ecuador.



Arrivati a Quito, recuperiamo tutti i bagagli e all’ uscita c’è una gran folla, non è x noi, ma Per la bellissima miss Ecuador !Senza fatica troviamo un taxi che ci porta all'hostal Crossroads, accogliente ostello gestito da un americano e punto di appoggio x molti canoisti.
Facciamo 4 passi e siamo praticamente in centro, andiamo a prendere un drink e ecco i primi incontri, subito sentiamo la simpatia e lo spirito di questo popolo muy caliente..Il giorno seguente passeggiamo un po’ nei dintorni dell’ostello, e in tarda mattinata prendiamoil pullman x Tena, usciti dalla capitale si attraversano le ande arrivando fino a 4000 metri di altitudine, x poi discendere e attraversare la tropical montane cloud forest, dove si iniziano a vedere i primi fiumi e a quel punto la voglia di andare in acqua aumenta a dismisura, ma il viaggio è ancora lungo.Una volta passata Papallacta una piccola cittadina, l’asfalto scompare e le strade fino a Tena sono tutte sterrate!



Arriviamo a Tena, il clima è decisamente cambiato, fa molto caldo e siamo circondati dalla foresta amazzonica, ci facciamo lasciare all’ hostal Austria, dove rimarremo x una settimana,la signora che lo gestisce è molto gentile e sempre sorridente,subito incontriamo anche Luis il nostro tassista che ci porterà su e giù x i fiumi.Sistemati nelle camere andiamo a fare un giro x questa simpatica città e dopo un assalto a secchiate d’ acqua scopriamo che è il periodo di carnevale!



È il 2 febbraio, oggi si va in canoa! dopo una bella colazione a base di uova e di un fantastico succo di mora,arriva Luis e su consiglio di Carlo che ci è stato il mese prima, andiamo sul Mishualli alto,il livello è buono e come prima discesa è l’ ideale x scaldarsi, ww 3°- 4° per circa 3 ore, una goduria! Il sole brucia , l’ acqua è calda e la selva ci circonda, incredibile! Non mi sembra vero! la sera plachiamo la fame con ½ pollo a testa e la rinfrescante Pilsner , la birra locale, che ci accompagnerà x tutto il viaggio! È davvero piacevole camminare x Tena la sera, ci sono un paio di locali dove ballare, bere drink e la signora vicino al ponte pedonale fa degli ottimi spiedini di carne!Quella sera andiamo in un internet point x sentire Giorgio dove si trovava e inaspettatamente ce lo troviamo li, ora il gruppo degli “los italianos”è al completo!3 febbraio dopo un paio d’ ore di strada e qualche gavettone arriviamo all’ imbarco del Piatua, una delle discese più belle, fiume largo, massoni tondi, giungla di contorno, bei rapidoni , il livello è ottimo e allo sbarco c’ è una specie di baretto con birre fresche e stuzzichini e musica , a quel punto penso davvero che sto sognando…
La sera mentre andiamo a ballare alla Gallera, la discoteca più gettonata del paese, si scatena un temporale tropicale che porterà in piena tutti i fiumi della zona.



Per il giorno seguente in programma c’è lo Jondachi, che la guida descrive come un torrente dall’ acqua cristallina, ma arrivati al ponte dove c’è l’ idrometro scopriamo che è un fiume di volume con acqua marrone, il tratto alto è improponibile, il basso ci tenta ma sono 30 km nella giungla senza uscita, allora il buon senso ci porta sul Misuhalli alto, disceso 2 giorni prima, ma anche questo è in piena, ci imbarchiamo… che discesa!( Per chi ha presente la Dora, erano quasi 3 ore come il tratto di Champex alle sei di sera in pieno luglio, però con l’ acqua calda!) Discesa da sballo!



La sera ci meritiamo un ‘ altra serata mondana in Tena e il giorno seguente torniamo sullo Jondachi, dove il livello è calato, ci imbarchiamo x il tratto basso, il paesaggio è affascinante, la giungla ci avvolge x circa 30 km, facciamo una sosta su una spiaggetta a circa metà discesa e veniamo circondati da farfalle colorate; alla confluenza con Hollin, diventa un fiume di volume, con ancora qualche rapida divertente.
Allo sbarco siamo sfiniti ma Luis si fa trovare con del succo di maracuja e dei paninetti, grande Luis! Sulla strada del ritorno all’ hotel ci massacrano di gavettoni, pare sia l’ ultimo giorno del carnevale, per fortuna, ma intanto ci arriva fango, frutta marcia e non solo…

6 febbraio torniamo sullo Jondachi, questa volta tratto alto con un bel livello, scendiamo velocissimi perché un temporale ci insegue e in poche ore siamo allo sbarco, uno dei tratti più belli e impegnativi nella zona di Tena. 7 febbraio Luca non sta bene, Paolo e Daniele si prendono un giorno di riposo, mentre al resto del gruppo aspetta il Misuhalli basso, un classico dell’ Ecuador, anche se a mio parere uno dei meno entusiasmanti, il panorama è sempre incantevole, e le rapide sono di volume, numerosi play spot, ma ci sono un po’ di tratti piatti e un massacrante trasbordo nella giungla per più di un’ ora, tra fango, rocce scivolose, caldo umido insopportabile e formiche che pizzicano i piedi, oltretutto l’ acqua è un po’ puzzolente, ma allo sbarco restiamo a giocare incantati con le scimmiette.



8 gennaio il dilemma: Pusuno o Baeza? Il primo pare sia una chicca di Tena, ma di cui è praticamente impossibile avere notizie del livello invece Baeza è una cittadina a 3 ore a nord di Tena, dove ci sono nei dintorni parecchi fiumi; decidiamo x la seconda, x non rischiare di perdere una giornata, con noi si aggrega anche john un simpatico canoista americano.
A Baeza il paesaggio è decisamente cambiato, alte montagne verdi, pascoli x mucche e lama, case di legno, nuvole basse e pioggia molto fine… sembra di essere in Austria!
Ci sistemiamo da Gina, un tranquillo hotel dove cucinano squisiti piatti e la specialità della casa è la trucca (trota) che cucinano in tutti i modi! Non ci facciamo mancare la discesa serale, optiamo per il Quijos tratto da ponte a ponte di circa un’ ora. Qui è decisamente più tranquillo di Tena, alla sera restiamo da Gina e Michele dopo un’ esemplare opera di convinzione ci insegna il gioco dell’ assassino e così passiamo la serata a fare gli investigatori. Il giorno seguente ci spostiamo sul Papallacta uno dei torrenti più impegnativi che abbiamo disceso, 4-5 grado continuo a cui abbiamo aggiunto il tratto del Quijos chiamato casa de cheso, per un totale di 4 ore, reso davvero impegnativo dalla temperatura glaciale di quel giorno.



Baeza è un posto molto rilassante e tranquillo, ma è sabato sera e ci mancano le serate danzanti allora dopo 20 minuti a piedi andiamo in “centro” in cerca di un po’ di vita, è deserto, ci indicano una discoteca…. vuota! Torniamo in camera.Eccoci siamo quasi alla fine, 10 febbraio, ultima discesa ecuadoriana, oyacachi, tempo previsto circa 4 ore.. in un’ ora e 40 siamo allo sbarco! Anche questo fiume davvero bello! 3°-4° con qualche rapida un po’ piu impegnativa Sempre continuo e con una discreta portata d’ acqua.Tornati da Gina, salutiamo John che parte x Montanita al mare e noi invece andiamo alle famose terme di Papalacta; dopo un’ oretta di viaggio sballottati al freddo nel cassone di un pick-up ci immergiamo in queste vasche decisamente rilassanti e calde, che ci fanno dimenticare di essere a 3500 m di altitudine, ma piuttosto di trovarci in grandi pentoloni pronti x cuocerci la pasta!Sento che la partenza si avvicina, l’ 11 salutiamo Michele e Giorgio che ritorneranno a Tena, per un’ altra settimana, mentre io, Paolo, Marcello, Luca e Daniele prendiamo una corriera x Quito, dove ci dedicheremo alla dura vita del turista, tra scalinate, chiese e foto ai monumenti..Da vedere la parte coloniale della capitale!



Il giorno seguente ci siamo spostati a Otavalo una cittadina a quasi 3 ore di bus a nord di quito, x visitare il più famoso mercato di artigianato dell’ Ecuador e comprare qualche souvenir.Il vero giorno del mercato è al sabato, dove si radunano parecchi artigiani indios, e centinaia di persone, comunque tutti i giorni ci si può immergere in queste bancarelle, ricche di stoffe colorate, tappeti, monili lavorati a mano e lasciarsi trasportare dai venditori che alla fine diventano quasi insopportabili.La sera a Quito, Paolo, dopo ore a decidere, trova un bel disegno e se lo tatua su un polpaccio, in ricordo di questa bellissima vacanza.

Verso le undici entriamo in un locale, è strapieno di gente, ci facciamo prendere dalla musica e balliamo fino a chiusura, dimenticandoci quasi che alle 4 del mattino abbiamo appuntamento con un tassista che ci porterà all’ aeroporto, salutiamo questa fantastica città e eccoci all’ aeroporto di Quito per ritornare a casa…serata indimenticabile!durante il volo è inevitabile ricordare i fantastici momenti passati in questo piccolo paese dell’ america latina, dove già dal primo giorno ci si può sentire a casa, pur essendo su un altro continente, a tutte le persone che abbiamo conosciuto e alle avventure passate, con dei magnifici compagni di viaggio.

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martedì 19 febbraio 2008

Natale tra i fiumi dell'italia meridionale

Arrivo a Rofrano per valutare il Faraone (Campania) l'acqua non è sufficiente, così mi dirigo sul Lao dove mi aspetta Toto. A Laino Borgo ci imbarchiamo per la discesa nelle suggestive gole del Lao, il percorso ricco di fascino e natura a reso la pagaiata molto piacevole.



Dopo essermi rifocillato con qualche bicchierino di sambuca e pizzette, nella falegnameria di Dante riparto direzione SICILIA.
Arrivo a Francavilla di Sicilia, in tarda serata, piove.... piove.... urrà!!!!!!
Incontro Carmelo che mi invita nel suo pub-pizzeria, dove mi illustrerà la Valle e si rende disponibile per accompagnarmi il giorno seguente nella perlustrazione del fiume.
Percorro solo soletto parte del fiume Alcantara, il livello d'acqua è buono.


BUON 2008 A TUTTI!!!

Ringrazio Toto, Carmelo e tutti gli altri per il supporto organizzativo

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lunedì 10 settembre 2007

Vltava - Devils Extreme Race

Come tutti gli anni, il primo week end di settembre, si tiene il fantastico raduno sulla Vltava. La diga di Lipno, in occasione di questo raduno, apre per tre fantastici giorni, e i locals cechi, organizzano di tutto e di più per sfruttare questa occasione. Gare di slalom, gare di discesa, gare di raft e quest'anno per la prima volta si è tenuta la Devils Extreme Race, una gara di slalom e boater cross combinata.

Dopo l'anno scorso, il team composto da Marco e Luca Guidi, Enrico Bruni, Paolo e Daniele Buzzi, Aldo Montagna, accompagnati quest'anno anche da Francesco, Loris e Alberto, non poteva mancare.

Tutti iscritti alla Devils Extreme Race, al sabato mattina ci troviamo alle 7.30 davanti al tratto di gara. Dopo un po' di chiacchere, decidiamo di cambiarci e di provare il percorso, partenza da rampa, un tratto in corrente e poi giù in rapida.
La prima discesa era dedicata a capire il percorso dello slalom, per trovare dove erano posizionati i cartelli da toccare, partiamo chi prima chi dopo e ci troviamo alla fine che nessuno è riuscito a prendere tutti i cartelli, chi perché l'ha mancato e chi perché non l'ha visto.

Dopo altre 2 discese di prova, incomincia la gara, ad ottenere il tempo più veloce è Honza Lasko, seguito al secondo posto da Marco Guidi, al quarto da Enrico Bruni al decimo da Daniele Buzzi che per colpa di una incomprensione non ha toccato il pallone iniziale beccandosi cosi una penalità, altrimenti si sarebbe classificato terzo.
Al termine della gara, facciamo un giro nel campo da slalom sotto la centrale, visitiamo un po' di stand, e poi partiamo tutti assieme per la discesa integrale del fiume, veramente bella. Arrivati allo sbarco, qualcheduno si concede il bis della discesa e poi andiamo al ristorante alla cena offerta con la gara.

Domenica mattina sulle 10 si tiene la gara di boater cross, partenza in quattro, boa a metà percorso, posizionata in piena rapida e poi arrivo al traguardo. La gara di boater cross è stata molto entusiasmante, l'aggiunta della boa ha reso molto più difficile la gara, in quanto non era mai scontato l'esito della gara fino a quando non si giungeva alla boa dove si sono visti numerosi numeri.
Degli italiani, l'ultimo ad essere stato eliminato è Guidi Luca, giunto alla semi finale non è riuscito a qualificarsi per la finale.

Concluso il boater cross, ancora una volta discesa integrale del tratto della Vltava. Allo sbarco recuperiamo i mezzi, carichiamo tutto, facciamo uno spuntino e andiamo a salutare gli organizzatori che ci ringraziano per la partecipazione, e poi ripartiamo per le 10 ore di rientro.